Trote da salvare

Ricerca sulle popolazioni mediterranee di trota fario e trota marmorata
Un lavoro durato due anni sulle trote native nell’areale compreso tra la parte estrema dell’appenino occidentale e le Alpi Cozie, che ha meritato la pubblicazione sulla prestigiosa rivista scientifica Biological Journal of the Linnean Society. Un progetto che ha coinvolto il Parco del Monviso, l’Università del Piemonte Orientale, il Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente dell’Università delle Marche, la Città Metropolitana di Torino, la Provincia di Cuneo, il Museo Civico di Scienze Naturali di Carmagnola e i “nostri” ittiologi Luca Ciuffardi e Alessandro Candiotto. La ricerca ha messo a confronto le popolazioni di trota presenti nei bacini del Rodano, in Francia, e del Po, studiandone la diversità genetica. Da ciò è scaturito che la trota fario è nativa dell’areale e così viene chiarito il dubbio sulla possibile alloctonia della specie. Per il valore biologico ed evolutivo di queste popolazioni è necessaria la massima attenzione con le immissioni sia di fario atlantiche sia di “pseudo-mediterranee”. Queste ultime, spesso di variegata origine, vengono proposte sul mercato in maniera indiscriminata, subdola e non corretta: da un punto di vista genetico sono un mix tra mediterranee di varia provenienza e ceppi atlantici e la loro immissione rischia di causare nuovi fenomeni di inquinamento genetico nelle popolazioni native. Per saperne di più, con il consenso dell’autore, pubblichiamo l’articolo comparso su Fly Line.

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